Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Bari

Regolamento Codice Contratti: Architetti “no all’appalto integrato”

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“Rilanciare l’appalto integrato, sulla base di un progetto preliminare, significa mortificare la centralità del progetto”. Così il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori esprime il proprio dissenso sui contenuti della bozza di Regolamento attuativo del Codice dei contratti.
“La centralità del progetto costituisce un elemento fondamentale per la qualità delle opere pubbliche” – afferma il Presidente Giuseppe Cappochin. Siamo convinti che lo strumento migliore per rilanciarla e per promuoverla sia il concorso di progettazione a due gradi che oggi viaggia veloce sulle piattaforme informatiche, consentendo alle amministrazioni pubbliche di acquisire un progetto di fattibilità in tempi ridotti. Basti pensare al “Parco del Ponte”, il concorso internazionale di progettazione, bandito dal Comune di Genova dopo il crollo del Ponte Morandi, grazie al quale la stessa Amministrazione Comunale ha potuto acquisire un progetto di fattibilità per la rigenerazione del “quadrante Polcevera” in appena 130 giorni, individuando, inoltre, il professionista a cui affidare la progettazione esecutiva. Con le procedure ordinarie, 130 giorni non sarebbero bastati neanche per individuare il professionista a cui affidare la progettazione di fattibilità che avrebbe imposto ulteriori tempi, non offrendo alla stessa stazione appaltante la possibilità di scegliere la soluzione migliore a fronte di diverse proposte progettuali”.
Sulle lacune del nuovo regolamento Rino La Mendola, Vicepresidente del Consiglio Nazionale e Coordinatore del Dipartimento Lavori Pubblici, auspica che l’appalto integrato, sulla base di un progetto preliminare, sia stato rilanciato a causa di un refuso da eliminare nella stesura del testo definitivo, in quanto il regolamento non può stabilire procedure in contrasto con il Codice dei contratti che costituisce la norma di rango primario.
Per La Mendola “l’attuale bozza del regolamento costituisce un’occasione persa per aprire il mercato dei lavori pubblici agli operatori economici medio piccoli. Non recepisce i suggerimenti già precedentemente proposti dalle Professioni tecniche, confermando le limitazioni temporali per la valutazione dei requisiti speciali, già stabilite con le linee guida dell’ANAC che rischiano di riservare il mercato dei lavori pubblici a chi ha lavorato negli ultimi anni, escludendo i giovani e quei professionisti che, invece, non hanno avuto la fortuna di arricchire i loro curricula. “Gli architetti contestano infine il fatto che il regolamento non stabilisca l’obbligo di iscrizione all’Ordine dei dipendenti che svolgono funzioni di Responsabile Unico del Procedimento, progettista, direttore dei lavori e collaudatore, nella consapevolezza che chiunque svolga attività così importanti, nell’ambito dei lavori pubblici, debba rispettare le norme di deontologia professionale e debba essere costantemente aggiornato, a prescindere dal fatto di svolgerle nel ruolo di libero professionista o di pubblico dipendente”.
Il Consiglio Nazionale degli Architetti, unitamente alla Rete delle Professioni Tecniche presenterà un documento con gli emendamenti proposti al fine di superare le criticità rilevate nel testo del nuovo regolamento di attuazione del Codice dei contratti, che sostituirà le linee guida, già emanate dall’ANAC, dal 2016 ad oggi”.



Aggiornamento AQ FCA

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Dal CNAPPC, riceviamo e pubblichiamo:

“E’ pervenuta dalla Rete delle Professioni Tecniche la circolare n. 24/2019, prot. 332 del 6 novembre 2019, con la quale si forniscono informazioni in merito all’aggiornamento della tabella relativa alle condizioni speciali previste per l’acquisto di vetture ai sensi dell’accordo quadro a suo tempo stipulato con la FCA. Si ricorda che l’iniziativa promossa da Fiat Chrysler Automobiles S.p.a è valida per tutti i professionisti iscritti agli Ordini e Collegi aderenti alla RPT.

In allegato, la scheda aggiornata.


Ambiente: Cappochin (Architetti) “basta slogan sulla rigenerazione, servono azioni concrete”

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Genova, 11 novembre 2019 – “La necessità di mettere in atto azioni per la rigenerazione urbana, per sviluppare l’economia circolare e per la valorizzazione e difesa dei territori sembra ormai essere diventata solo uno slogan che trova tutti d’accordo, ma che nei fatti, salvo rarissime eccezioni, non ha portato ad azioni concrete all’interno di una strategia che riguardi città e territori”.

Così Giuseppe Cappochin, Presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori intervenendo a Genova al Convegno “Città d’acqua, Sviluppo economico e cultura” e che anticipa la terza edizione della Biennale di architettura di Pisa.

“Per gli architetti italiani è urgente e non più rinviabile l’approvazione di una legge per le Città che sia incubatrice di un’alta qualità della vita e, quindi, a misura d’uomo, coerente con i principi dell’Agenda urbana dell’Onu, con il patto di Amsterdam e con la dichiarazione di Davos e che superi la Legge urbanistica vecchia di quasi 80 anni”, ha detto ancora.

Sul concorso “Il Parco del Ponte” il Presidente degli Architetti italiani ha ribadito quanto il Comune di Genova abbia avuto coraggio nell’utilizzare la tipologia del concorso di progettazione a due gradi: aperto con requisiti ex post, rapido, che riconosce un compenso a tutti gli ammessi al secondo grado (sei) e l’affidamento al vincitore degli altri livelli della progettazione.

“Il Consiglio Nazionale – sottolinea Cappochin – ha investito in questo concorso con l’obiettivo di farne un modello ed una via innovativa, nel nostro Paese, per la progettazione di opere pubbliche di architettura e di rigenerazione urbana in quanto garantisce qualità, trasparenza, legalità, tempi brevi e certi”.

Per queste sue caratteristiche – ha ricordato – è stato presentato a Parigi, lo scorso 25 ottobre, nella sede dell’UNESCO tra le quattro best practices internazionali selezionate nell’ambito della Conferenza internazionale sui Concorsi di Progettazione organizzata dagli organismi internazionali degli Architetti, UIA e CAE, non mancando di sottolineare che il Ministro Patuanelli, proprio pochi giorni fa ha definito “errore madornale” la centrale unica di progettazione e i prototipi di progetti che rappresenterebbero “la morte dell’architettura”

(Ufficio stampa CNAPPC)


Festa dell’Architetto 2019: assegnati i Premi “Architetto italiano” e “Giovane Talento dell’Architettura italiana”

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Ospitata nella Sala delle Colonne di Ca’ Giustinian, storica sede della Biennale di Venezia, la Festa dell’Architetto 2019 viene dedicata dal Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori alla valorizzazione della qualità del progetto nella sua più elevata dimensione civile e culturale e si caratterizza tradizionalmente per l’assegnazione dei Premi “Architetto italiano” e “Giovane Talento dell’Architettura italiana”
In questa settima edizione, con una significativa partecipazione di giovani, sono circa 400 i progetti candidati, suddivisi quasi equamente nelle cinque categorie: opere di nuova costruzione;  opere di restauro o recupero; opere di allestimento o d’interni; opere su spazi aperti, infrastrutture, paesaggio; opere di design con una leggera predominanza numerica di quelli relativi alle nuove costruzione e alle opere d’interni.
Sono stati selezionati da una giuria presieduta da Winy Maas, fondatore dello studio  MVRDV, direttore di Domus per il 2019  e composta da Giuseppe Grant  in rappresentanza  di Orizzontale –  studio  che si è aggiudicato, nel 2018, il “Premio Giovane talento dell’Architettura italiana”; Francesco Magnani che insieme a Traudy Pelzel ( Map Studio)  ha invece vinto il Premio Architetto dell’anno 2018; Francesco Raggi, quale membro esperto; Patrizia Sini, Presidente dell’Ordine degli Architetti della Provincia di Oristano e Alessandra Ferrari, Coordinatrice del Dipartimento Promozione della Cultura Architettonica e della figura dell’Architetto del Consiglio Nazionale degli Architetti.
La Festa sarà aperta, alle ore 14.30 di venerdì 15 novembre, dagli interventi di Paolo Baratta, Architetto onorario e Presidente della Biennale di Venezia,  di Giuseppe Cappochin, Presidente degli Architetti italiani, di Luigi Brugnaro, Sindaco di Venezia.
A precedere la Cerimonia di Premiazione, alle ore 17, un confronto – introdotto dalla stessa  Alessandra Ferrari – sulle relazioni “Dalla città della paura alla città della gioia”; “Neuroscienze e Architettura, Il corpo come legame tra mente e spazio” che saranno svolte, rispettivamente,  da Giovanni Maria Flick, Presidente emerito della Corte costituzionale, e da Giovani Vecchiato, dell’Istituto di Neuroscienze del Consiglio Nazionale delle Ricerche, in un dialogo con Winy Maas.
Per Alessandra Ferrari “esiste una correlazione tra la qualità dello spazio in cui viviamo in termini di salubrità ambientale e la nostra salute fisica e psichica, così come la forma di un determinato spazio influisce sulle nostre emozioni: sono i risultati di uno studio in corso al CNR che apre orizzonti insospettabili sulla responsabilità e l’importanza del lavoro degli architetti. Il termine “felicità” nell’ultimo decennio è entrato nell’elenco dei sostantivi-chiave dell’economia degli Stati. Sempre più governi utilizzano un particolare “indice di felicità” per indirizzare le scelte politiche. Questo indice mette in relazione il modo in cui si realizzano i luoghi della socialità con altre variabili chiave che vengono abbinate al Pil. Nella classifica mondiale del 2018 l’Italia è, come è noto,  al 46esimo posto”.
 “E’ un dato di fatto –  sottolinea Giuseppe Cappochin –  che qualità della vita e qualità dell’architettura rappresentino due principi indissolubili e che il vero ruolo dell’architettura, per garantire un habitat migliore, sia quello di essere sempre a servizio di chi la usa. Gli architetti italiani sono consapevoli che progettare e costruire devono tornare ad essere atti di responsabilità sociale e ambientale che richiedono un cambio di paradigma intellettuale. Ci auguriamo che lo stesso cambio di paradigma sia alla base del Green New Deal per la rigenerazione, annunciato dal Governo Conte, in modo da avviare, attraverso una visione strategica per le città ed i territori, una vera  e nuova stagione di rinnovamento”.
Il giorno successivo, sabato 16 novembre, alle ore 9,30, sempre a Cà Giustinian, in programma una lectio interattiva di Jan Knikker, dello studio MVRDV, sul tema degli sviluppi urbani con particolare attenzione ai processi di partecipazione e di comunicazione dell’architettura che concluderà la Festa dell’Architetto 2019.
(Ufficio Stampa CNAPPC – Roma)

“Costruire deve tornare ad essere un atto di responsabilità sociale e ambientale”

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Padova, 24 ottobre 2019. “Costruire deve tornare ad essere un atto di responsabilità sociale e ambientale che richiede un cambio di paradigma intellettuale e cioè la presa di coscienza da parte di tutti gli attori delle trasformazioni del territorio e, in primis, da parte degli architetti, dell’epocale cambiamento in corso, non solo climatico, ma culturale”

“Il futuro delle città e dei territori italiani è, a partire dall’VIII Congresso nazionale, il tema centrale della politica del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori. Parte dall’assunto che qualità della vita e qualità dell’architettura rappresentano due principi indissolubili: persone al centro del progetto; città come luogo complesso, come insieme di strutture e di funzioni, come sede di interessi e di comportamenti individuali e collettivi; città attrattive di attività innovative e di capitali che cercano luoghi competitivi dove andarsi ad allocare; città, infine, palcoscenico del cambiamento e delle sfide della città contemporanea.”

Così Giuseppe Cappochin, Presidente degli architetti italiani, a Padova nel corso dell’iniziativa “Il Futuro delle Città italiane – Incontro/dialogo sul Governo delle città e del territorio”.

“Interessanti e di qualità le proposte che vengono dagli architetti – ha sottolineato il sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti, Salvatore Margiotta. Le valuteremo insieme e ci lavoreremo nei mesi a venire, congiuntamente ad altre iniziative normative di origine parlamentare. Nel frattempo, nella legge di stabilità il Governo darà un primo segnale in materia, stanziando un miliardo di euro per progetti presentati da Comuni con oltre 60.000 abitanti”.

Il Presidente degli architetti italiani ha poi sottolineato l’assoluta esigenza di promuovere una cultura della domanda di qualità dell’architettura, per generare modalità nuove nella progettazione e per scongiurare l’assuefarsi ad una edilizia mediocre che ancora oggi, troppe spesso, ferisce ed umilia le nostre città. Obiettivo questo del Progetto “Abitare il Paese – La cultura della domanda – I bambini e i ragazzi per un progetto di futuro” che il Consiglio Nazionale sta realizzando insieme alla Fondazione Reggio Children-Centro Loris Malaguzzi e che coinvolge, tra la prima e la seconda edizione, tremila studenti chiamati a sperimentare in quanto cittadini del presente e del futuro, percorsi di ricerca sulle città del futuro”.

“E’ urgente – conclude – che il nostro Paese si doti di politiche che consentano alle città di assumere un ruolo decisivo in grado di generare l’attrattività vincente in termini di mercato del lavoro, innovazioni di processo e di prodotto, ricerca, internazionalizzazione, tutela dell’ambiente, svago ed educazione. A questo proposito il Consiglio Nazionale degli sta predisponendo principi generali per una proposta di legge sulla città per renderle efficienti, attrattive e incubatrici di un’alta qualità della vita: un approccio normativo innovativo che, insieme a interventi di rigenerazione urbana, mostri una visione strategica nuova, globale e non più settoriale e parziale in particolare relativamente agli investimenti che alle città devono essere destinati”.

All’iniziativa “Il Futuro delle Città italiane – Incontro/dialogo sul Governo delle città e del territorio” hanno partecipato, tra gli altri, il Sindaco di Padova, Sergio Giordani; il vice sindaco di Roma, Luca Bergamo; Luisa Polli, Assessore alla Città, Territitorio, Urbanistica, Ambiente del Comune di Trieste; Giovanni Maria Flick, Presidente Emerito della Corte Costituzionale.

(Ufficio stampa CNAPPC)


Territorio. Architetti (Consiglio Nazionale) “serve una Legge per le Città”

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“Serve una Legge per le città affinché siano efficienti, competitive, attrattive, incubatrici di un’alta qualità della vita: per tornare, quindi, centrali nell’agenda politica ed approcciate –  insieme agli interventi di rigenerazione urbana –  nell’ambito di una visione strategica e non più in modo settoriale e parziale anche riguardo agli investimenti che le riguardano”.

Così Giuseppe Cappochin, Presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori nel corso del Convegno di studi “Progettare il Paese – dare futuro alle città e ai territori in cui viviamo” –  organizzato in collaborazione con l’Associazione Forte di Bard e con il sostegno del Consiglio regionale della Valle d’Aosta –  e nel corso del quale è stata presentata la Proposta di Legge per le Città degli architetti italiani.

“Una legge indispensabile: basti pensare, infatti, al fenomeno del “ritorno della città” che è oggi uno dei nodi sul tappeto della competizione internazionale, su più scale, e riflettere sui dati che ci dicono che anche in Europa le città sono tornate a crescere economicamente e demograficamente. La crescita economica del Paese non può prescindere dalla crescita delle città.”

“Tra gli elementi  e le modalità inedite della Proposta di Legge degli architetti italiani – ha sottolineato Diego Zoppi, Coordinatore del Dipartimento, Coordinatore del Dipartimento Politiche urbane e Territoriali del Consiglio Nazionale – il riconoscimento, di fatto e formale, che le città siano centrali nell’organizzazione del nostro Paese e per la cultura dell’abitare prevedendo che, di conseguenza, tutte le prossime normative regionali siano coerenti con i principi dell’Agenda Urbana Europea dalla quali non possono più prescindere”.

“Inedita, anche, la ridefinizione in una ottica qualitativa delle categorie dei servizi pubblici e del concetto di Bene Comune in sostituzione di quanto affermato dalle attuali Leggi in tema di servizi pubblici che, benchè oggetto di recenti revisioni, continuano a usare la “logica numerica”, inefficace a fornire ai cittadini servizi che garantiscano effettivamente l’innalzamento della qualità delle loro vite”.

“Per quanto riguarda, poi, il governo del territorio – continua Zoppi – per superare il problema dell’infrazione di normative ipertrofiche la cui sovrapposizione rende spesso incerta la conformità degli interventi di cui si chiede autorizzazione, viene riaffermato l’uso della modalità strategica e di coerenza con i principi di programmazione in sostituzione dei meccanismi di conformità”.

Fondamentale nella Proposta di Legge degli architetti italiani la codificazione degli strumenti per la strategia urbana. Poiché la rigenerazione urbana è un miglioramento sociale delle comunità urbane, vanno definiti metodi di lavoro che non possono più basarsi sulla pianificazione intesa in senso novecentesco. Oggi, necessaria più che mai deve, invece, basarsi su strategie urbane, declinate attraverso azioni specifiche, attuate attraverso progetti finanziati mediante strumenti che sappiano coniugare energie private e energie pubbliche, magari derivanti da più assi ministeriali.

Fondamentale, infine, l’istituzione di una cabina di regia presso la Presidenza del Consiglio che riconosca le proposte progettuali che hanno maggiori capacità di innescare processi virtuosi di rigenerazione e che possano avere quindi percorsi preferenziali di finanziamento.

(Ufficio stampa Consiglio Nazionale Architetti)


Architettura&Scuola: oltre 3 mila studenti coinvolti dal Consiglio Nazionale degli Architetti e Fondazione Reggio Children

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Architettura e Scuola, un binomio sempre più imprescindibile: è infatti iniziata, in concomitanza con l’avvio dell’anno scolastico 2019/2020, la seconda edizione di “Abitare il Paese – La cultura della domanda – I bambini e i ragazzi per un progetto di futuro” realizzata dal Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori e dalla Fondazione Reggio Children-Centro Loris Malaguzzi che coinvolge complessivamente oltre tremila studenti nelle due edizioni.

L’obiettivo del Progetto – lanciato nel corso dell’VIII Congresso Nazionale degli Architetti e realizzata insieme agli Ordini territoriali  – è quello di sperimentare un percorso di ricerca sulla città del futuro del quale siano autori bambini e ragazzi – insieme ad architetti/tutor, ed ai loro insegnanti – in quanto cittadini del presente e del futuro, fruitori e protagonisti di vissuti in città. Una città che riesce ad essere intelligente quando è in grado di valorizzare in modo nuovo, diverso e sostenibile le risorse ambientali, culturali e soprattutto umane che la compongono, quando trova modo di offrire diritti ed avvicinare gli ultimi ai primi, quando è progettata con e per i bambini, i ragazzi, i disabili e gli anziani.

Per Giuseppe Cappochin, Presidente del Consiglio Nazionale, “questo viaggio dell’architettura nella scuola italiana dimostra, se mai ce ne fosse ancora bisogno, quanto sia decisivo il ruolo che questa disciplina svolge nella vita di tutti noi. Tra pochi anni – nel 2050 – quasi il 70% della popolazione mondiale vivrà in città, in metropoli: la sfida, per il futuro, è quindi quella di realizzarle a misura d’uomo, adattabili ai sempre nuovi scenari, soprattutto in termini di crescita e di sviluppo compatibili con la tutela dell’ambiente. Ecco, dunque, l’esigenza di una architettura – come bene collettivo – che abbia come fine quello di migliorare la vita delle persone; ed ecco che, farla entrare nelle scuole significa generare una cultura della domanda di qualità, di modalità nuove nella progettazione, per scongiurare l’assuefarsi ad una edilizia mediocre che ancora oggi, troppe spesso, ferisce ed umilia le nostre città”.

 “Primi tra tutti i cittadini sono proprio i bambini e ragazzi – dichiara la Presidente della Fondazione Reggio Children , Carla Rinaldi -. Il bambino nasce cittadino del presente e del futuro. Come tale è un soggetto esperto per rispondere a domande quali: qual è il significato di una città? Come vi si può vivere? Come può essere il futuro di una città? Si tratta quindi delle occasioni di ascolto e confronto, a partire dalle scuole, che sono luoghi deputati per costruire e trasmettere cultura. Intervistarli non solo sul vissuto della città, ma per aiutarci a capire il senso della città delle relazioni”.

 “Abitare il Paese – La cultura della domanda – I bambini e i ragazzi per un progetto di futuro” si svilupperà, come nella prima edizione, durante tutto l’anno scolastico e nei singoli territori, attraverso incontri e tavoli di lavoro organizzati dagli architetti/tutor in collaborazione con gli insegnanti. Bambini e ragazzi   elaboreranno la loro visione di città utilizzando scatti fotografici, filmati, diari di viaggio, appunti, schizzi, mappe, installazioni e plastici realizzati con i materiali più diversi.

Questa seconda edizione del Progetto si caratterizza, dopo il successo della precedente, per un aumento delle adesioni, a partire dai territori coinvolti che da 33 della precedente edizione diventano 50; oltre 100 le classi  appartenenti a più di 70 istituti scolastici; 51 i nuovi tutor  – oltre ai 60 coinvolti nella prima edizione –  che hanno  appena partecipato al workshop di scambio e confronto per l’avvio delle nuove esperienze territoriali, organizzato e tenuto dalla Fondazione Reggio Children al Centro internazionale Loris Malaguzzi di Reggio Emilia.

(Ufficio stampa Consiglio Nazionale Architetti)


Progettare il Paese: dare futuro alle città e ai territori in cui viviamo

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Esperti, storici, architetti, economisti, rappresentanti della società civile e delle Istituzioni insieme per un confronto sul futuro delle nostre città e dei territori in cui viviamo: a chiamarli a raccolta al Forte di Bard l’11 e il 12 ottobre prossimi, il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori che, in collaborazione con l’Associazione Forte di Bard e con il sostegno del Consiglio Regionale della Valle d’Aosta, ha organizzato il Convegno di studi “Progettare il Paese – dare futuro alle città e ai territori in cui viviamo”.

La scelta di Bard per la realizzazione di questa iniziativa nasce dalla volontà di valorizzare le cosiddette aree interne per evidenziare le potenzialità delle quali i grandi complessi storico culturali  – come il Forte di Bard – dispongono. L’evento si allinea alla mission dell’Associazione Forte di Bard nell’ambito del suo programma di sviluppo del territorio e delle sue attività di centro d’interpretazione della Montagna.

Gli architetti italiani sono da tempo impegnati nell’elaborazione di proposte in tema di governo del territorio in modo si possa realizzare una diffusa rigenerazione di quelle aree che oggi non riescono a garantire la necessaria qualità di vita e che permetterebbero, invece, di liberare importanti energie economiche e sociali se oggetto di interventi appropriati.

“Ciò presuppone – sottolinea il Consiglio Nazionale – un eccezionale progetto politico, una visione strategica del futuro delle città e del territorio – e dello stesso del Paese, nel suo insieme – per trovare una risposta alla dispersione urbana, allo sviluppo di periferie spersonalizzate, isolate, mal pianificate, alle città dell’automobile, alle case e agli edifici senza personalità, all’inquinamento, ai tempi di spostamento eccezionalmente lunghi, alla relazione conflittuale con l’ambiente naturale. Presuppone, quindi, azioni concrete in una visione olistica della città e dei territori che abbia l’uomo al suo centro”.

Il Convegno si articolerà, il giorno 11, nelle Tavole rotonde: “Le politiche territoriali del nuovo ciclo della Coesione 2021- 20127”; “Il futuro della città media italiana”; “Il futuro della città storica”. Saranno presentati i primi risultati della Call For Project “Trasformazioni Urbane Innovative”, attraverso una mostra – inaugurata alle ore 12 – che partendo dalla Mappa dei luoghi della rigenerazione con l’indicazione di tutti i progetti ed iniziative pervenuti (164 interventi in 111 comuni italiani), focalizza l’attenzione, con sintetici pannelli esemplificativi, sui circa 40 progetti già realizzati. Prevista, sempre nel corso della prima giornata, la presentazione del libro “Elogio alla Città” del Presidente emerito della Corte costituzionale, Giovanni Maria Flick.

Va segnalato come evento collaterale della prima giornata l’inaugurazione della mostra “Nuovi scenari alpini” a cura dell’Ordine Architetti Valle d’Aosta con Urban Reports. Prologo della mostra “Attraverso le Alpi” a cura Architetti Arco Alpino.

Centrale, nella seconda giornata, la presentazione della bozza di un articolato per una proposta di legge sulla città. La proposta  parte da un assunto: i valori e i meccanismi con i quali l’Italia ha realizzato tutto il patrimonio edilizio oggi esistente si mostrano incapaci di fronteggiare le grandi sfide poste dalla necessità di contrasto ai cambi climatici, di rigenerazione di molte porzioni degradate, delle necessità di nuove reti urbane, nuove infrastrutturazioni, nuova mobilità.

La proposta di legge presenta importanti e inedite modalità, riaffermando la necessità della Agenda urbana Europea con coerenti strategie a breve e lungo termine per definire, ad esempio,

l’assenso, in sostituzione degli attuali meccanismi di conformità alle infinite regolamentazioni. Anche per quanto afferisce a tutta una serie di servizi – oggi valutati e quantificati secondo logiche novecentesche – viene proposta l’introduzione di meccanismi prestazionali applicabili alle nuove necessità che la società attuale richiede.

Il Convegno “Progettare il Paese – dare futuro alle città e ai territori in cui viviamo” sarà chiuso dalla Tavola rotonda “Il futuro del territorio tra vecchi e nuovi valori”.


Acustica in edilizia: soluzioni di fonoisolamento e fonoassorbimento

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Gyproc e Isover Saint-Gobain organizzano per il 9 ottobre una formazione dedicata al tema “Acustica in edilizia: soluzioni di fonoisolamento e fonoassorbimento”.

Il corso si svolgerà ad Altamura (BA) ed è accreditato presso il Consiglio Nazionale Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori. Per i soli Architetti rilascerà 4 CFP.

È già possibile effettuare le iscrizioni sul nostro sito al link  https://www.saint-gobain.it/academy-evento/2388