Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Bari

Riattivati i servizi del Cresme

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Il CNAPPC segnala che sono stati riattivati i servizi del Cresme Calcolo del costo di costruzione dei fabbricati, Calcolo dei costi degli studi di architettura e Parametri D.M. 140/2012.
“La sospensione durata più del previsto – spiegano – è stata necessaria per ridefinire insieme alle altre professioni tecniche della “Rete” le nuove condizioni con la Società erogatrice”.
Il Consiglio Nazionale ha deciso di continuare ad erogare i servizi gratuitamente per i propri professionisti iscritti all’Albo. I servizi sono raggiungibili dall’home page del portale AWN previa autenticazione da effettuarsi cliccando sulla parola “login” presente in alto a destra.
Ad autenticazione effettuata nella pagina del singolo servizio apparirà il “LINK” per l’accesso. Il professionista che non è in possesso delle credenziali di cui sopra potrà richiederle cliccando su “richiesta nuove credenziali” presente nella pagina di login e seguendo la procedura indicata.
Si ricorda che le credenziali di “accesso centralizzato ai servizi” sono personali e non demandabili a terzi, vengono rilasciate ai soli professionisti di categoria iscritti all’Albo Unico Nazionale e permettono l’accesso ai diversi servizi del CNAPPC e ai servizi degli ordini territoriali che hanno inteso federarsi con
l’accesso centralizzato.


CUP-RPT: IL GOVERNO HA IGNORATO DELIBERATAMENTE IL RUOLO DI 2,3 MILIONI DI PROFESSIONISTI ITALIANI

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Il Decreto “Cura Italia” ha deliberatamente ignorato i professionisti ordinistici, non riconoscendo il ruolo svolto da ben 2,3 milioni di professionisti italiani. Così facendo il Paese rischia di pagare un prezzo altissimo, soprattutto quando arriverà il momento di rimetterlo in piedi. E’ il pensiero delle professioni riunite ieri pomeriggio da CUP e RPT in un incontro in cui è stato stabilito di fare fronte unico per la tutela dei liberi professionisti in questa fase drammatica causata dall’emergenza Covid-19. A questo proposito, tutti i partecipanti si sono stretti attorno ai colleghi rappresentanti delle professioni sanitarie, ringraziandole per il lavoro eroico che stanno svolgendo in questi giorni.

Per queste ragioni, nei prossimi giorni i rappresentanti delle 21 professioni ordinistiche riunitesi oggi lavoreranno ad un pacchetto di proposte unitario che tenga conto delle esigenze generali, nella logica della sussidiarietà al Paese, principio guida della loro attività, e di quelle specifiche delle singole professioni. Un lavoro che scaturirà, a strettissimo giro, nella elaborazione di un Manifesto delle professioni col quale i 2,3 milioni di professionisti rappresentati si proporranno in maniera unitaria e compatta al Governo per un’interlocuzione seria e puntuale.

Nel frattempo, CUP e RPT hanno chiesto un incontro urgente ai Ministri del Lavoro e delle Finanze per definire una serie di iniziative a tutela delle professioni.

I professionisti, sostengono CUP e RPT, devono riaffermare il proprio ruolo e parlare con un’unica voce. Non hanno bisogno di interventi a pioggia ma di una serie di interventi precisi, mirati. Chiarendo le modalità di applicazione dell’art.44 (Reddito di ultima istanza) e quindi la disponibilità di risorse per i professionisti. Ma anche, mettendo le proprie Casse previdenziali nelle condizioni di intervenire in maniera forte e risolutiva, utilizzando risorse proprie. Basterebbe rendere disponibili tutte le somme della ingiusta doppia tassazione delle Casse (stimabile in 1 miliardo di euro), per un anno, che potrebbero alimentare provvedimenti importanti per la ripresa degli studi professionali ed a ristoro della crisi.

Poi, naturalmente, servono interventi nella direzione del rinvio del pagamento delle tasse, dell’eliminazione della ritenuta d’acconto, diventata anacronistica dopo l’introduzione della fattura elettronica. Ma soprattutto i professionisti ordinistici pretendono interventi decisi che rendano possibile risollevarci una volta passata l’emergenza, aggredendo i temi della sburocratizzazione, della semplificazione, delle infrastrutture.

Basta col considerare i professionisti una categoria di privilegiati! Chi continua a pensarlo vive ormai da anni fuori dalla realtà. I professionisti ordinistici sono ora una categoria in difficoltà che ha bisogno di aiuti, esattamente come gli altri lavoratori. In questo senso, esprimono forti critiche all’art.44 (Reddito di ultima istanza) anche per aver incluso diverse forme di lavoratori ma non ha previsto la quota per le professioni ordinistiche.

Siamo in una condizione di guerra che può essere affrontata solo con proposte choc. 2,5 milioni di professionisti, sostengono CUP e RPT, sono ormai alla canna del gas, anche a causa dell’abolizione delle tariffe e del loro conseguente impoverimento, e chiedono interventi radicali, come ad esempio l’eliminazione del Codice Appalti che, come attualmente strutturato, ingabbia il Paese. Non servono interventi che seguano la logica del reddito di cittadinanza, i professionisti non sono tutti uguali. Servono interventi specifici che tengano conto delle situazioni differenti.

Alla riunione, coordinata da Marina Calderone (Presidente CUP e Consulenti Lavoro) e Armando Zambrano (Coordinatore RPT e Presidente Ingegneri), hanno partecipato 21 ordini professionali: Agronomi (Diamanti), Agrotecnici (Bruni), Architetti (Cappochin), Assistenti sociali (Gazzi), Attuari (Crenca), Chimici e Fisici (Orlandi), Consulenti del Lavoro, Commercialisti (Miani), Geologi (Peduto), Geometri (Savoncelli), Giornalisti (Ferro), Infermieri (Aceti), Ingegneri, Ostetriche (Vicario), Periti agrari (Braga), Periti industriali (Esposito), Psicologi (Lazzari), Tecnici di Radiologia Medica (Pelos), Spedizionieri doganali (Silonos), Tecnologi alimentari (Aspesi), Veterinari (Penocchio).

20 marzo 2020 – Comunicato Stampa




Proroga dei termini del ravvedimento operoso

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Il Consiglio Nazionale degli Architetti Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, nella seduta di Consiglio del 4 marzo 2020, ha deliberato la proroga al 31 dicembre 2020 del ravvedimento operoso relativo all’osservanza dell’obbligo formativo del triennio 2017-2019.
Considerato che, in base all’art. 7 del D.P.R. 7 agosto 2012, n. 137, “Regolamento recante riforma degli ordinamenti professionali”, ogni professionista ha l’obbligo di curare il continuo e costante aggiornamento della propria competenza professionale e che la violazione di tale obbligo costituisce illecito disciplinare, riteniamo doveroso ricordare che entro la detta data, è necessario ottemperare all’obbligo di aggiornamento professionale continuo, acquisendo i 60 crediti formativi complessivi (di cui 48 cfp ordinari e 12 cfp sulle tematiche delle discipline ordinistiche).
Chi non è in regola con l’obbligatorietà formativa per il primo triennio (2014/2016) dovrà comunque recuperare prima i relativi crediti formativi e successivamente accumulare quelli del secondo triennio (2017-2019) entro il 31 dicembre 2020.

Lavori Pubblici: i dati 2019 dell’Osservatorio Bandi del Consiglio Nazionale degli Architetti

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Sono i primi segnali  di una positiva ripresa dei lavori pubblici quelli rilevati dall’ONSAI, l’Osservatorio Nazionale dei Servizi di Architettura e Ingegneria del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori. Nel corso del 2019, a seguito delle segnalazioni pervenute dagli addetti ai lavori e delle attività di ricerca svolte dalle Unità Locali della Rete degli Ordini, l’Osservatorio ha  esaminato 330 bandi per l’affidamento di servizi di architettura e ingegneria,  registrando un  progressivo miglioramento rispetto ai dati rilevati negli anni passati, anche se non mancano alcuni dati in controtendenza.

“I dati – afferma Rino La Mendola, Vicepresidente del Consiglio Nazionale e coordinatore dell’Osservatorio, continuano a segnare per il 2019 un trend positivo, determinato probabilmente dall’applicazione di nuovi dispositivi  introdotti dal nuovo Codice dei contratti e soprattutto dal Decreto correttivo, varato nel 2017, che ha recepito una serie di emendamenti proposti dal Consiglio Nazionale degli Architetti e dalla Rete delle Professioni Tecniche”.

Per quanto riguarda la criticità relativa all’errato calcolo dei corrispettivi posti a base di gara, rispetto ai dati rilevati nel 2017 (47%) e nel 2018 (38%),  la  percentuale si è  ridotta al 22%;  per la mancata motivazione per il ricorso al fatturato, quale requisito per partecipare ad una gara, rispetto ai dati rilevati nel 2017 (45%)  e nel 2018 (17%),  nel 2019 la percentuale è, invece,  del 14%.

Ed ancora, per il 2019, sono stati rilevati dati che dimostrano l’azzeramento percentuale della criticità relativa alla richiesta di una cauzione provvisoria (non dovuta) ai concorrenti per partecipare alle gare di progettazione; criticità che, nel 2017, aveva  fatto registrare una percentuale del 9%.

Non mancano tuttavia i dati in controtendenza, che dimostrano quanto lungo sia il percorso per colmare le lacune di un quadro normativo, ancora orfano di un compiuto regolamento attuativo del Codice dei contratti.

L’Osservatorio ha infatti rilevato per il 2019, nel 10% dei bandi esaminati, la mancata osservanza  dell’art. 23 comma 2 del Codice dei contratti che, in relazione alla tipologia delle opere da realizzare, avrebbe imposto il ricorso al concorso di progettazione in luogo del semplice servizio di architettura e ingegneria. Inoltre, rimane ancora alta (35%) la percentuale dei bandi in cui la divisione in categorie dell’importo dei lavori risulta errata; così come la percentuale dei bandi in cui si rileva il mancato ricorso alla soglia di sbarramento del punteggio tecnico (27%) o a formule calmieranti dei ribassi (24%), al fine di privilegiare, negli affidamenti di servizi di architettura e ingegneria, l’offerta tecnica rispetto a quella economica.

Per La Mendola “i dati rilevati impongono un’accelerazione per la redazione del regolamento, introdotto dal cosiddetto “Decreto sblocca cantieri” quale provvedimento unico di attuazione del Codice dei contratti, con l’auspicio che questo possa colmare le lacune del quadro normativo in vigore, rilanciando la centralità del progetto nei processi di trasformazione del territorio, garantendo riferimenti chiari e certi agli addetti ai lavori e promuovendo l’apertura del mercato ai liberi professionisti di talento, anche se non in possesso di grossi fatturati e di strutture con un numero notevole di dipendenti”.

Sulle procedure di affidamento di  servizi di architettura e ingegneria, l’ONSAI ha inoltre rilevato, per il 2019, un  maggiore ricorso alle procedure aperte, per una percentuale pari al 62% (41% nel 2018); una riduzione percentuale delle procedure negoziate, pari al 35% (51% nel 2018); mentre le procedure ristrette  mantengono un valore ridotto pari al 5% (3% nel 2018).

Tra i dati emergono quelli relativi alla Sicilia dove si registra un notevole incremento di affidamenti di servizi di architettura e ingegneria a liberi professionisti, probabilmente per effetto dell’adozione dei Bandi tipo per i concorsi e per i servizi di progettazione di cui al decreto dell’Assessore alle Infrastrutture ed alla Mobilità (D.A. 30/gab On. Falcone del 5 dicembre 2018).

In Sicilia, infatti, le stazioni appaltanti, oggi dotate di idonei strumenti per ricorrere più facilmente ad incarichi esterni, nel corso del 2019, hanno affidato ben 966 servizi di architettura e ingegneria a liberi professionisti che, rispetto ai 616 incarichi dell’anno precedente, fanno registrare un incoraggiante incremento di circa il 64%, segnando un trend positivo, che sta producendo effetti anche nei primi due mesi del 2020, visto che sono attualmente in corso circa 150 affidamenti e considerato che presto potrebbero essere stanziati, nel bilancio della Regione, ben 200 milioni di euro per la copertura finanziaria di nuovi affidamenti a liberi professionisti.

“Il nostro auspicio – ha concluso La Mendola – è che i dati rilevati dall’ONSAI continuino a migliorare anche nel corso del 2020,  magari per effetto di una auspicata  pubblicazione del regolamento di attuazione del codice  dei contratti e di un diffuso ricorso, sull’intero territorio nazionale,  ai bandi tipo che hanno già prodotto effetti positivi in Sicilia, promuovendo la libera concorrenza e l’apertura del mercato”.

(Ufficio Stampa CNAPPC)


PA: Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, Rino La Mendola componente di diritto

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Rinnovato, con decreto del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, il Consiglio superiore dei Lavori Pubblici per il prossimo triennio 2020-2023 e confermato quale componente di diritto il vicepresidente del Consiglio nazionale degli architetti Rino La Mendola. ”Sono ben consapevole che ci aspetta un periodo molto intenso -ha dichiarato La Mendola- durante il quale saremo chiamati a dare il nostro parere su provvedimenti importanti come le linee guida sulla qualità dell’architettura e il regolamento di attuazione del Codice dei contratti, che presto sostituirà le linee guida Anac e i decreti attuativi, precedentemente varati dai ministeri competenti. Sono quindi lieto di potere riprendere i lavori che erano stati sospesi a dicembre, in attesa del rinnovo del Consiglio e della nomina del nuovo presidente, già individuato nell’ingegner Massimo Sessa, a cui auguro buon lavoro”. ”Rilasciando il parere sulle linee guida – ha continuato – cercheremo di offrire il nostro contributo affinché venga concretamente rilanciata la centralità del progetto nei processi di trasformazione del territorio, puntando sul concorso di progettazione a due gradi, che riteniamo il migliore strumento per valorizzare la professionalità dei concorrenti e per promuovere la qualità del progetto, elemento indispensabile per promuovere la qualità architettonica delle nostre città”. Il Consiglio superiore dei Lavori Pubblici sarà presto chiamato a rilasciare anche il proprio parere sul nuovo regolamento di attuazione del Codice dei contratti, che sostituirà le linee guida Anac e i tanti decreti ministeriali attuativi, che spesso finiscono per sovrapporsi, alimentando dubbi e contenziosi. ”La redazione del nuovo regolamento – ha aggiunto La Mendola – costituisce un’occasione importante per restituire agli operatori del settore un quadro normativo unitario, chiaro e di facile consultazione e per promuovere una più ampia apertura del mercato dei lavori pubblici ai professionisti di talento, superando vecchie logiche che puntano sulla valutazione di requisiti speciali quantitativi, come fatturato e numero di dipendenti, e alla valutazione delle esperienze lavorative limitata agli ultimi anni”. Le attività del Consiglio superiore dei Lavori Pubblici sono numerose e non si riferiscono solo al rilascio del parere su provvedimenti legislativi, quali decreti ministeriali o decreti del Presidente della Repubblica, ma riguardano anche le norme tecniche , le linee guida sui materiali per le costruzioni e i progetti finanziati dallo Stato, per una percentuale pari almeno al 50%, di importo superiore a 50 milioni di euro, tra i quali le grandi infrastrutture stradali , ferroviarie, portuali ed aeroportuali. ”Sono certo – ha concluso La Mendola – che il presidente Sessa promuoverà una ripresa veloce dei lavori al fine di recuperare la pausa determinata dal rinnovo del Consiglio, calendarizzando i progetti più urgenti e importanti per il rilancio socio-economico del Paese”.


Nasce la struttura tecnica nazionale per le emergenze

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Roma, 7 febbraio 2020. Firmato l’atto costitutivo della “Struttura Tecnica Nazionale degli Ordini e dei Collegi Professionali di supporto alle Attività di Protezione Civile”, nata per iniziativa dei Consigli Nazionali degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori, dei Geometri e Geometri Laureati, dei Geologi e degli Ingegneri. La firma è avvenuta presso la sede della Protezione Civile, alla presenza del Capo Dipartimento Angelo Borrelli.

Essa sarà, successivamente, aperta alla partecipazione degli altri Consigli Nazionali Tecnici.

L’associazione, detta anche brevemente “Struttura Tecnica Nazionale” (STN), si propone di svolgere l’attività necessaria per collaborare con la Presidenza del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana, Dipartimento della protezione civile, per la gestione delle emergenze sismiche e di altro tipo, nell’ambito del quadro normativo europeo e nazionale che regola la materia ed in esecuzione delle convenzioni di collaborazione tra i Consigli Nazionali firmatari da un lato, e la Presidenza del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana, Dipartimento della protezione civile dall’altro.

La Struttura Tecnica Nazionale, formata dai tecnici iscritti agli Ordini e Collegi Professionali dei Consigli Nazionali associati, svolgerà, tra l’altro, le attività di ricognizione del danno e dell’agibilità nonché le relative attività complementari a queste connesse, le attività di supporto geologico, geotecnico, cartografico e tutte le ulteriori attività di supporto alla gestione tecnica delle emergenze.

Essa si occuperà anche della formazione degli iscritti, anche ai fini dell’abilitazione alla redazione delle schede per l’agibilità degli edifici nonché l’attività di coordinamento degli Ordini e Collegi territoriali, sia per l’organizzazione delle attività sia per eventi e formazione sui temi della protezione civile, prevenzione e consapevolezza del rischio.

La Struttura Tecnica Nazionale può svolgere attività anche all’estero, cooperando d’intesa con la Protezione Civile Nazionale, per la gestione delle emergenze in altri Stati e con organizzazioni istituzionali internazionali e/o non governative.

I tecnici, facenti parte della Struttura Tecnica Nazionale, saranno impiegati nelle varie attività, nel rispetto delle norme vigenti, in particolare del DPCM 8 luglio 2014.

(Ufficio Stampa CNAPPC – Foto: Maurizio Savoncelli)



Progettazione sostenibile: l’importanza del lighting design secondo gli standard leed e well

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APIL, in qualità di Ente Terzo accreditato dal CNAPPC e in collaborazione con ACMEI, organizza l’evento “Progettazione sostenibile: l’importanza del lighting design secondo gli standard leed e well” che si svolgerà il 30 gennaio p.v. dalle 14,00 alle 19,00 presso la sede ACMEI in S.S. 16 Km. 810 a Triggiano.

La partecipazione all’evento riconoscerà n. 4 cfp che saranno registrati direttamente da APIL in qualità di Ente Terzo accreditato dal CNAPPC.